Gonfiore

Il gonfiore addominale

Il gonfiore intestinale, che spesso si manifesta con tensione addominale accompagnata a meteorismo ed eruttazioni, è nella maggioranza dei casi un disturbo che viene avvertito al termine dei pasti, in associazione ad alcuni cibi o in seguito ad abitudini alimentari errate.

Chi ha la pancia gonfia si sente appesantito, ha difficoltà a respirare profondamente e ha la sensazione di essere pieno fin dai primi bocconi. Spesso le persone lamentano un rigonfiamento addominale dopo i pasti dovuto al gas prodotto in eccesso dal processo di digestione di alcuni cibi, ad esempio legumi o frutta.

Le cause

La più comune causa del gonfiore intestinale è un accumulo eccessivo di gas nel tubo digerente. L’apparato gastrointestinale produce giornalmente, per effetto dei batteri che lo abitano, una miscela di gas data dalla digestione di particolari nutrienti (in particolare carboidrati complessi). In condizioni fisiologiche, il corpo rilascia durante la giornata mediamente 1,5-2 litri di gas, in quasi totale assenza di contrazione dei muscoli addominali. Se a causa di una scorretta alimentazione e di stili di vita errati la quantità di gas aumenta, si crea una situazione di tensione a livello dell’addome e del basso ventre, associata a volte a dolore.

L’eccessiva aria di gas nell’intestino può essere invece di origine patologica. Le principali malattie che possono avere il gonfiore come sintomo sono: le intolleranze alimentari, la gastroenterite virale, la peritonite, l’ostruzione intestinale, la calcolosi intestinale e la sindrome da intestino irritabile.

Come intervenire

Poiché molte ed eterogenee possono essere le cause che provocano gonfiore addominale, è difficile stilare un protocollo di trattamento che funzioni in tutte le situazioni.

Se si è alla presenza di addome gonfio patologico è fondamentale, se possibile, eliminare la patologia di base di cui il gonfiore è un sintomo.

Se invece si è alla presenza di addome gonfio non patologico, causato esclusivamente dalla produzione eccessiva di gas nell’intestino, si può intervenire eliminando i cibi e le abitudini che possono provocare il problema e quindi seguire una dieta adeguata e intervenire a livello enterico per controllare la produzione di gas. Ridurre, quindi, l’assunzione di carboidrati complessi indigeribili; riequilibrare la flora batterica con l’utilizzo di probiotici e prebiotici; utilizzare trattamenti sintomatici per ridurre la tensione e il meteorismo.

Tra i trattamenti sintomatici, il simeticone può essere utile per alleviare dolori, crampi, borborigmi, eruttazioni, flatulenze e senso di tensione, tipici dell’eccessiva presenza di gas.

Grazie alla presenza di silice nella sua composizione, il simeticone abbassa la tensione superficiale delle bolle di gas presenti nel tratto gastrointestinale, favorendone l’unione: si formano in questo modo delle bolle di dimensioni maggiori, contenenti gas liquido facilmente assorbibile dalla parete intestinale o eliminabile attraverso i movimenti peristaltici. L'azione del simeticone è completamente fisica, senza alcuna reazione chimica o enzimatica.

 

Dott.ssa Paola Cagliero
Biologa Nutrizionista
paolacagliero@hotmail.it

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